L'AFFARE BREXIT
Un racconto di due città (Londra e Parma...)
Aspettando in piedi sulle scale fuori dall'ufficio del servizio sanitario di Parma in una fredda giornata di novembre, mi rendo conto di quanto la Brexit abbia complicato la mia vita e quella di chi vive nell'Unione Europea e nel Regno Unito. Una decisione che ha messo in pausa l'esistenza di migliaia di persone a causa dei rischi legati all'occupazione, alla patente di guida, ai problemi di residenza e persino all'unione delle famiglie coinvolte, solo per toccare la punta dell'iceberg. Il problema ora è che ci sono più domande che risposte, tutto è nuovo e "un lavoro in corso". Molti paesi non sono riusciti a raggiungere un accordo con il Regno Unito e quindi il nostro futuro è in bilico. Noi, "gli altri" , andiamo avanti in una nebbia di incertezza, di fronte ad una rete di problemi in continuo sviluppo, quando onestamente tutto quello che vogliamo fare è lavorare, continuare a svolgere il nostro lavoro quotidiano come abbiamo sempre fatto e utilizzare al meglio le nostre competenze per tutti i paesi interessati.
Stanchi, leggermente frustrati e presi dai pensieri, tanti di noi fanno l'ennesima fila, con le restrizioni Covid aggiuntive, nella speranza di rinnovare i documenti corretti necessari per ricevere l'assistenza sanitaria e gli altri bisogni per una vita con un minimo di dignità. Ci rivolgiamo alle autorità di entrambi i paesi nel tentativo di affrontare le difficoltà e nel processo, spesso riceviamo informazioni contradditorie. Viene da pensare come fossero diverse le cose prima dell'alba di Brexit, l'apparente 'liberazione' di un paese da essere "trattenuto" per consentirne la modernizzazione, un nuovo inizio come una nazione indipendente.
Certamente, quel nuovo inizio è arrivato per noi che siamo stati abbandonati all'estero e per tutte quelle persone laboriose dell'Unione Europea che adesso risiedono nel Regno Unito; la spina dorsale di così tante aziende britanniche che forniscono mezzi di sussistenza. Sono la prima ad incoraggiare i cambiamenti positivi e lo sviluppo, ma discapito di così tanti? Siamo veramente sicuri? Per quanto riguarda l'educazione dei bambini e dei giovani in UK? Alcune scuole indipendenti di buona qualità sono state forzate a chiudere a causa della mancanza di studenti stranieri e successivi investimenti. Prima di Brexit, gli studenti universitari britannici (me compresa) potevano partecipare al programma Erasmus dell'Unione Europea per un anno o due semestri all'estero in un'università europea. Ci permetteva di sviluppare una conoscenza pratica di altri paesi e di altre culture, per me e innumerevoli altri è stato inestimabile. Ci sono altri programmi di scambi nello sviluppo continuo per sostituire il programma Erasmus (vedi il mio commento qui sopra sul lavoro in corso), però sento ancora come quest'ultimo sia stato particolarmente efficace; un'iniziativa che posso onestamente dire ha cambiato la mia vita e la mia percezione di vivere per il meglio. Per quanto riguarda l'anno di studio all'estero, tutto fa presagire che le risorse finanziarie di uno studente universitario sarà l'aspetto principale preso in considerazione, piuttosto che la volontà o le capacità di completare il percorso di studi con successo pensando ai benefici futuri che potrebbe portare; sarebbe un vero peccato.
La mancanza di accordi tra paesi ha portato per esempio all'impossibilità della semplice conversione della patente di guida, limitando le scelte lavorative e ostacolando le possibilità di gestione della vita quotidiana. Oltre a questo, dove la libertà di circolazione è un diritto in Europa, adesso dobbiamo spostarci tra paesi con permessi e restrizioni di residenza prima di lavorare; ci dobbiamo chiedere se sia questione di finanze o di talento, favorendo le persone con fondi sufficienti per sopravvivere ad ogni eventualità. Che fine faranno le nostre future famiglie e la capacità di tenerle unite.
La vita all'estero mi ha insegnato la differenza che la buona comunicazione tra paesi produce. Particolarmente in questi giorni, lavorare insieme per evitare di ripetere gli errori del passato (guerre, conflitti) e eventi che spezzino il cuore, facendo leva sull'interazione tra i paesi si rileva più necessario che mai. In un discorso a proposito dei milioni di italiani che vivono all'estero, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha affermato che sono estremamente importanti per l'Italia e purtroppo questi aspetti sembrano essere sottovalutati da coloro al potere nel Regno Unito. Se si vive all'estero, a prescindere dalla nazionalità, non si considera meno importante il proprio paese nativo o quello nel quale si risiede, i propri talenti e potenzialità meritano lo stesso rispetto e opportunità, in quanto aggiungono valore ad entrambi i paesi. Queste considerazioni possono sembrare lontane mille miglia di distanza da tutti nel Regno Unito, però stanno coinvolgendo tante persone e molti non si rendono conto o veramente non hanno interesse a capire le situazioni.
La cosa meravigliosa del Regno Unito, espresso da numerose persone che ho incontrato durante gli anni e che lo hanno visitato, è quanto sia stato un paese multiculturale, aperto e di mentalità avanguardista. Può essere che immagini di imperialismo passato, voci estremiste e un momento di indecisione abbiano intaccato la vera libertà? Spero con tutto il cuore che qualcosa di buono possa arrivare dopo tutte queste difficoltà senza senso inflitte su così tanta gente innocente e sulle loro famiglie. Forse potrebbe essere arrivato il tempo per la compassione, un po’ di riflessione silenziosa e buona capacità di decisione per cercare di salvare quell'apertura di mente e quello spirito di insieme con i quali possiamo fare la differenza, la nostra vera identità ...

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