IL POTERE DELLA RESISTENZA DURANTE LA SCALATA
"La resistenza è il
segreto della gioia!" Alice Walker
Mentre mi avvicino alla solita collina su un
percorso che ho utilizzato regolarmente nella mia corsa di routine, regolo la
mia respirazione e il mio passo, utilizzo più forza nelle mie braccia, mi
concentro sul tragitto e sulla tecnica, per darmi la forza di arrivare alla
meta. Quando siamo di fronte a una sfida, soprattutto se le prospettive non
sono buone, abbiamo bisogno di preparare la nostra strategia senza analizzare
troppo il "metti
che", e aggiungere il famoso "ma..." mentre
iniziamo a raccogliere la nostra energia e usare la nostra resistenza
sviluppata per arrivare al nostro obiettivo. Piuttosto che applicare tutta la
nostra resistenza e forza fino a cadere, la chiave del successo è costruire le
basi di una resistenza profonda sia mentalmente che fisicamente, che può
sorprendentemente tradursi in una più veloce e soddisfacente prestazione
complessiva.
Recentemente ho iniziato ad aggiungere alcuni
esercizi alla sbarra nel mio regime di fitness. Grazie a una mia amica
ballerina che mi ha incoraggiato ad integrare le basi delle mie esperienze di
danza lavorando sull'allenamento delle resistenze in modo consistente durante
la settimana. Da quando ho iniziato questi esercizi ho notato un cambiamento
nella mia postura, nella velocità quando cammino e nella mia corsa. Le
posizioni e i passi del balletto richiedono non solo resistenza fisica, ma
anche un controllo calmo ed equilibrato uniti a una mente centrata. Per
raggiungere questo equilibrio, ci serve una consapevolezza regolare e tempo
dedicato al modo in cui raggiungiamo e pensiamo sotto pressione insieme alla
capacità di convogliare ciò al nostro vantaggio. Come dice il direttore tecnico
della squadra olimpica francese, Claude Fauquet, nel suo Ted Talk 'Sport ad
alte prestazioni: per una prestazione umana' (Sport de haut niveau: Pour una
performance humaine), spesso dimentichiamo che un atleta è soprattutto un
essere umano che si pone un obiettivo verso il quale cercherà di creare una via
per arrivare al vertice. Richiede una notevole quantità di tempo, riflessione e
sopratuttto, conoscenza.
In un momento di pressione intensa, abbiamo la
tendenza a mostrarci per quello che siamo veramente, che non implica
necessariamente le nostre debolezze o fallimenti; forse diventiamo
semplicemente più in sintonia con come e cosa abbiamo bisogno per superare i
particolari ostacoli che stiamo affrontando. Nel corso degli anni, acquisiamo
l'esperienza attraverso le situazioni della vita che possono determinare la
nostra risposta alle sfide che affronteremo nel futuro. Se vogliamo risalire la
collina nel modo più efficace possibile, non dobbiamo cercare di farlo correndo
il più velocemente possibile per completarla. È lavorando con la dinamica della
resistenza che determina la vera differenza. Nel suo Ted Talk, Fauquet dice
anche che a volte dimentichiamo che quando incrementiamo la velocità, di
conseguenza aumentiamo il livello di resistenza. Quindi, per essere efficace,
una strategia deve includere un metodo per affrontare il problema della
resistenza, sia fisica sia quella che si può trovare in un determinato
contesto. Per esempio, in un ufficio in rapido sviluppo può aumentare
all'interno dei suoi dipendenti senza una corretta consapevolezza dei fattori
pressanti che causano qualsiasi opposizione intensificata ai cambiamenti. Il
nostro atteggiamento nei confronti della resistenza determinerà come la
situazione progredisce e molto spesso quanto velocemente arriviamo dove
dobbiamo essere. Pensiamo a volte che prendendo una scorciatoia o aumentando il
ritmo nella nostra formazione o sviluppo, stiamo facendo il salto in avanti
necessario per una corsa, una carriera o in molti altri settori della nostra
vita. Tuttavia, la velocità non sempre eguaglia il miglior risultato a lungo
termine.
All'inizio quando ho partecipato alle gare di
5 km, ho iniziato a credere che l'allenamento per la velocità era la chiave, ma
i miei sforzi non erano sempre premiati. Un giorno ha iniziato a piovere
intensamente durante la gara e ho finito per correre un tempo più veloce, ma in
un'altra occasione, mi ero preparata scrupolosamente per l'allenamento fisico
come un corridore, ma non abbastanza mentalmente. Avevo trascurato il potere di
preparare la mia mente. Nel 2003, ho partecipato a una gara a Londra con Paula
Radcliffe, con altre 20.000 donne e sono stata sponsorizzata da Cancer
Research. Ho perso mia madre di cancro quando avevo 18 anni e mentre correvo
con il suo nome sulla schiena ho iniziato a lottare. Ondate di pensieri inutili
come " non
posso fare questo" e " non riuscirò a finire" mi
hanno colpito. Non c'era alcuna ragione fisica per cui non potevo riuscire a
finire, ma mentre pensavo alle ragioni e alle persone per le quali stavo
correndo, mi sentivo colpita da un'onda forte e inaspettata come quando si
nuota vicino alla riva. Presa alla sprovvista, e sommersa dal dubbio, ho
rallentato a un ritmo molto lento ma rifiutavo di camminare e riorganizzavo i
miei pensieri.
In momenti come questi dobbiamo usare la
nostra conoscenza della resistenza per salire la collina. Le nostre gambe ci
sostengono, ma la nostra mente può far credere il contrario. È un'unione tra le
due. È necessario uno sforzo, prevedere il tracciato del circuito, dividerlo
mentalmente, lavorando sulla tecnica e raffinando ogni gesto del corpo;
movimenti più precisi delle braccia che spingono in avanti, i piedi calcano una
porzione di terreno minore, il corpo attiva completamente i muscoli del
"core" focalizzandosi verso un punto fisso sul percorso, verso
l'obiettivo. La vita dalla cima della collina sorpasserà ogni aspettativa. Ogni
volta che si attraversa la marea della resistenza, con il tempo bisognerebbe
girarsi e trainare chi si trova in difficoltà.

Comments
Post a Comment