LA VERITÀ OSCURATA
Immagine di Felicity Zucchi
“La verità sarà sempre la verità, nonostante la mancanza di comprensione, scetticismo e ignoranza.”
W. Clement Stone
W. Clement Stone
Un’altra serie di eventi ha portato all’ennesima svolta nel percorso nella mia vita. Una gita attraverso l’Europa e un soggiorno prolungato a causa di circostanze improvvise diventano un pretesto per avere un po' di tempo da dedicare alla riflessione. Una faccenda che, attualmente, succede con troppa frequenza nella mia vita. Certe cose appaiono così evidenti, come il dolore provato da una persona, che spesso ci siamo trovati a fare orecchie da mercante e attraversato con comodo la strada per evitare di affrontare le cose ‘scomode’ che richiederebbero un po’ di sconforto e un esame di coscienza. Che cosa ci vuole per vivere le nostre vite senza pretese o scuse, senza proteggerci dalle dure verità ed essere determinati a riconoscere le realtà di quelli attorno a noi, liberandoci, ed essere noi stessi fino in fondo?
Un po' di tempo fa, una persona mi ha confidato che per un periodo della sua vita quando passava davanti alle vetrine illuminate delle gastronomie, mentre tornava dal lavoro, aveva spesso fame ma non poteva permettersi di fare acquisti. Non aveva le possibilità ma doveva passare queste vetrine giorno dopo giorno mentre guardava le persone vivendo la loro vita quotidiana, comprando ogni genere di pietanze squisite. Mi ha descritto quanto è stata emotivamente dura e come si sentiva inutile. La parte peggiore di tutta questa situazione è stata la cultura ‘guarda me’ che circondava la persona e la totale mancanza di consapevolezza, intenzionale o no, dalla parte di quelli che erano in contatto stretto con questo individuo. La mia domanda è: come diversamente sarebbe potuta andare questa situazione se la realtà fosse stata considerata e una risposta attiva e concreta fosse stata espressa? L’ignoranza può essere la felicità per alcuni, ma se noi oppure i nostri cari ci trovassimo in questa situazione?
La povertà, l’ingiustizia e l’abuso sono scomodi da affrontare, ma mi chiedo se dovremmo cambiare canale quando vengono rilevati dai nostri radar perché sono troppo difficili per noi da fronteggiare? Guardavo il film ‘La Ciociara’ diretto da Vittorio De Sica, basato sulla violenza terrificante subita da una donna e la sua giovane figlia durante la Seconda Guerra Mondiale; cambiando poi canale trovai le immagini forti di bambini sofferenti a causa della malnutrizione; nella prima parte della giornata ho visto persone dormendo nei sacchi a pelo sotto un portico mentre pioveva: qual’è la risposta a questo? Molto spesso la reazione può essere ‘ma cosa posso fare io?’ L’atto di riconoscimento è un passo potente. Purtroppo possiamo essere convinti che qualcuno, avendo vissuto qualcosa di simile direttamente, capirebbe la sofferenza di un altro in una situazione simile, però questo non deve essere preso per scontato. Posso affermare francamente che questo non è garantito. Se una persona si trova in un ambiente circondata da gente che grida ‘guarda me’ può diventare ancora più coinvolta da sé stessa e preoccupata dai propri bisogni, giudicando ferocemente tutti e tutto ciò che la circonda. Vi sfiderei durante questo nuovo anno a una riflessione per capire da che parte della recinzione state?
Mentre ascolto la toccante esibizione di Krystian Zimerman del Concerto n. 1 in mi minore per pianoforte e orchestra di Chopin, mi viene in mente che anche i migliori di noi possono essere sottovalutati e ridotti a sentirsi piuttosto insignificanti. Anche durante la vita di Chopin, il suo carattere è stato frainteso, non era sempre riconosciuto per chi era davvero ed è stato costretto a vivere in esilio, addolorato dalla separazione dalla sua patria, messo a dura prova dalla visione molto limitata che gli altri avevano di lui. Mi rendo conto che questo confronto non è per niente paragonabile con le cose dette prima, ma ci sono dei tali segni sottili nell’abuso, nell’ingiustizia e nella povertà che possono apparire qualcosa di totalmente diverso, rischiando di non essere visti per quello che sono veramente. Le persone iniziano a sentirsi paradossalmente a loro agio con l'individuo o gli individui interessati anche se vengono trattati in questo modo subdolo e, di conseguenza, si mettono i paraocchi e così va avanti l'abuso o la situazione dolorosa. Vorrei invitare tutti leggendo questo di aprire gli occhi. Forse sta accadendo nella vostra famiglia, ai vostri figli, agli amici e alle persone a cui tenete, potreste essere quello che lo sta facendo a qualcuno o forse sta accadendo proprio a voi.
Se comunichiamo a vicenda e rifiutiamo di permettere che l’ingiustizia e la sofferenza passino inosservati, avremmo fatto un passo importante per ribattere a questo trattamento e possiamo cominciare a divulgare queste cose portandole alla luce. Nessuno dovrebbe avere bisogno di soffrire in silenzio, nessuno dovrebbe avere bisogno di patire la fame, nessuno dovrebbe chinare il capo perché dotato di talenti o qualsiasi cosa che cerca di ‘giustificare’ questo comportamento. Bloccare la gelosia o l’odio, se assistete a tale trattamento, rifiutate di accettarlo e incoraggiate gli altri di fare lo stesso. Se permettiamo alla paura di vincere, questo potrebbe continuare ad accadere alle altre persone che possono non essere così fortunate. La verità negata costa, siamo pronti a pagare il prezzo per quelli che amiamo? Sarebbe meglio lasciare fuori le parole e le promesse vuote; che sia il tempo di prendere posizione e di mettersi in gioco abbastanza per iniziare a combattere. Ogni persona, ogni passo, ogni riconoscimento, ogni atto d’amore contro l’ingiustizia e ogni pezza a forma di triangolo della trapunta di una vita che conta, ha valore e ha il diritto di brillare.

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