LA STRADA VERSO IL SILENZIO
Immagine di Felicity Zucchi
“Il vero potere del silenzio è di mantenere quel silenzio. Il vero potere del silenzio è nel lavoro svolto durante il silenzio!”
Ernest Agyemang Yeboah
Ernest Agyemang Yeboah
La marea dell’autocensura ha rapidamente invaso le nostre coste, riempiendo tutte le fessure più nascoste con sfacciata e brusca impazienza (…e senza tanta cerimonia). Al giorno d’oggi c’è così tanto clamore. Le cose devono essere sempre più forti, più indifferenti e frenetiche per convincerci a vedere la situazione o la sequenza di eventi in evoluzione provando emozioni specifiche. Un comportamento invadente stimola più curiosità e le manifestazioni di lusso ostentato o lo spreco di soldi spesso ottengono rispetto. La società ci insegna che un comportamento forte, sciattamente confidente e fortemente insistente funziona meglio, una combinazione vincente. Tutto ciò che non rimane negli appositi confini della “scatola” sociale sono scartati. Evidentemente, considerando il numero di persone che ricorrono alle cure degli psicologi, abusano di alcool, fanno eccessive sedute in palestra, usano in modo incontrollato le carte di credito e aumentano rapporti spezzati, forse questo successo infinito gridato ai quattro venti e costantemente trasmesso sui social media non è così significativo come forse sembra. E se ci fosse un altro modo? Un altro modo per avere successo senza tutto questo rumore?
Ogni giorno dalla mattina alla sera, partecipiamo al bombardamento delle nostre menti con delle immagini costruite con cura che mostrano quanto tutti sono bravi e i loro prossimi progetti verso ancora più “successo significativo”. Comunque, se analizziamo punto per punto le immagini e la presentazione ben orchestrata, troviamo spesso una situazione che ci lascia un po’ perplessi. È molto importante essere consapevoli di cosa è veramente la realtà e ciò che solo mostra l’apparenza. Nascosta dietro delle porte chiuse, la realtà di questa felicità trasmessa è spesso una ricetta per il disastro.
Mentre iniziamo questo viaggio, uno spunto di riflessione: cosa ci condiziona? Nonostante alcuni tentativi di non essere influenzati dalle immagini che la società ci lancia, cosa ci provoca gelosia? È importante stabilire le cause scatenanti, così da poterle prevedere e risolvere. Analizzando punto per punto le cose è di fondamentale importanza filtrare i messaggi e le realtà che abbiamo davanti.
Lungo il percorso del silenzio abbiamo bisogno di essere soddisfatti, di lasciare andare il nostro istinto naturale per ricevere la gratificazione immediata e l’approvazione da quelli che ci circondano. Come dice la ballerina Kathryn Morgan in uno dei suoi video sul tema dell’incoraggiamento su YouTube, bisogna trovare la propria gioia perché alla fine ci sarà sempre un sottofondo di chiacchiere e speculazione, tuttavia questo non dovrebbe fermarci. Se siamo disposti ad alzarci ogni giorno e organizzare il nostro carico di lavoro, che sia a casa o in ufficio, oppure lavoro autonomo o parte di una squadra, per rispettare una serie di mini-obiettivi e documentare i nostri passi in un diario, con le foto, dei diagrammi, per registrare le nuove idee ecc. per noi stessi e il progresso che stiamo facendo, possiamo iniziare a vedere lo sviluppo e avere un’idea più concreta di quello che funziona per noi e quello che possiamo ulteriormente potenziare.
Entrando nella rotonda delle nostre vite, possiamo prendere una decisione, arrivare in modo decisivo e procedere con determinazione, oppure possiamo rimanere bloccati, indecisi con la nostra indecisione, mentre guardiamo i veicoli passare davanti a noi. Può essere che il brontolio potente del traffico alla rotonda nell’ora di punta in una città sia spaventoso visto da fuori ma rimarrà sempre così finché non prendiamo il via, troviamo lo spazio e furtivamente ci buttiamo. La strada silenziosa non è per i timidi.
Prima di entrate sulla rampa dell’autostrada e accelerare fino a raggiungere la velocità degli altri veicoli, possiamo rimanere bloccati. Più che mai, durante le fasi iniziali del nostro progresso, quando stiamo trovando la nostra strada, è importante evitare di ascoltare o prestare troppa attenzione ai commenti o ai consigli degli altri. La paura o il panico che arrivano come onde quando si sta considerando l’azione sono completamente normali. È importante non paralizzarsi ai semafori e non reagire. Stabilire alcune cose da fare, come comprare un libro inerente al campo in cui si sta lavorando, partecipare a una conferenza o un concerto ecc. Tenendo conto del risultato finale mentre andiamo avanti nel percorso, abbiamo bisogno di fare la formazione giusta e studiare per arrivare in buone condizioni, per esempio non tentando di correre una maratona senza l’allenamento corretto, la preparazione mentale e tralasciando l’alimentazione corretta per affrontare una gara in modo efficace.
Una “lavagna dei desideri” è un buon modo per focalizzare i nostri obiettivi e per iniziare a capire di più a proposito di quello che risulta essere importante per noi in questo processo. Essere sicuri che vi rappresenta e che il suo contenuto non sarà influenzato da altri. Se preferite che gli altri non la vedano, potete averla a portata di mano (anche attaccare immagini all’interno di una porta di un armadietto, per incoraggiarvi). La lavagna dei desideri, proprio come un sussidio, è uno strumento, non dovrebbe diventare lo scopo. Qualsiasi cosa che interferisce con il vostro progresso dovrebbe essere messa da parte e qualche volta questo può includere dei rapporti tossici e delle conoscenze che impediscono i vostri tentativi di crescere, sia sminuendo o denigrando oppure facendo credere alle persone che non potreste mai aspirare ai vostri obiettivi. L'ostentare continuo del“io sono” a danno degli altri deve finire; bisogna girare pagina e uscire per una passeggiata in preparazione all’azione.
Dopo aver letto e riflettuto, studiato, allenato e preparato, il prossimo passo richiede creatività e azione concreta. Se vogliamo parlare una lingua, abbiamo bisogno di comunicare con le persone reali; per suonare uno strumento a un certo livello dobbiamo dedicare il tempo per preparare un repertorio fisso e trovare delle opportunità di suonare e conoscenze per dei mini concerti; per un aspirante cuoco trovare il tempo per seguire un corso serale e iniziare a provare quei piatti; scrivere anche un blog sull’esperienza può essere una formazione inestimabile. Le parole sono bellissime come aspirazioni per iscritto, però quando non servono ad altro e non c’è l’azione concreta… dunque forse più tardi, la settimana prossima contatterò lo scrittore, il mese prossimo farò il corso. L’anno prossimo sarò pronto a suonare e così via, abbiamo bisogno di premere il tasto pausa, affrontare punto per punto i problemi e reagire…premendo play, senza scuse… semplicemente facendolo, non importa come ci sentiamo. Il segreto del movimento in silenzio sta nel fatto che non sia diffuso sui social e depennando i passi risulta estremamente soddisfacente… riuscire a rimetterci in forma, mantenere un programma impegnativo, parlare davanti a un piccolo gruppo di persone o iscrivendosi a un concorso.
Mentre stavo scrivendo questo, ironicamente, avevo l’influenza e stavo affrontando una brusca perdita di voce, di conseguenza trascorrevo i giorni in un silenzio quasi totale, gesticolando a mio marito e a tutte le persone. Questa situazione mi ha dato la possibilità di riflettere sul potere del silenzio nella battaglia contro tante cose. Se solo ogni tanto spegnessimo la televisione e i nostri cellulari per ascoltare i nostri pensieri nel silenzio o leggessimo qualcosa di significativo, potremmo essere in grado di fare molto di più rispetto a quello che credevamo possibile. Cos’è il peggio che potrebbe accadere? Si potrebbero affrontare delle verità dure a proposito di noi stessi, e di scavare nel profondo per tirare fuori il meglio: questo lascerà un sorriso sul nostro viso. Abbracciare il silenzio e iniziare a vivere una vita più stimolante e significativa vi lascerà con la sensazione di essere davvero appagati e felici di aver avuto il coraggio di scegliere la strada silenziosa e meno frequentata verso la vita.

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