LA SOTTOSTIMATA BELLEZZA DI UNA VITA
Quando accogliamo un anno nuovo o un nuovo inizio, possiamo considerare dei propositi, degli obbiettivi importanti e dei cambiamenti dinamici; ma ci fermiamo mai a riflettere sui piccoli, semplici piaceri della vita e sugli avvenimenti di tutti i giorni che possono avere un impatto significativo sulle nostre vite? Cercare di fare diverse cose e affrontare nuove sfide sono una parte del nostro sviluppo, ma quando ci spostiamo da un progetto all’altro, in cerca di ancora più soddisfazione nelle esperienze, possiamo diventare irrequieti e insoddisfatti con la nostra vera esistenza, realizzando che le nostre vite non sono come le immagini e i video dei Social che scorriamo quotidianamente. Quella passeggiata rinfrescante sul lungomare nel sole invernale ascoltando le onde che si infrangono sulla spiaggia, ridendo fino che ci fa male con un amico al telefono oppure godendo la casa che abbiamo creato sono cose altrettanto importanti nel lungo termine quanto viaggiare in lungo e in largo, accumulare sempre più ore in ufficio e in palestra e sfidare noi stessi facendo cose sempre più audaci, più impressionanti.
L’atto di respirare l’aria mentre camminiamo, un padre che fa un giro in bici con suo figlio, alzare gli occhi al terso cielo blu e due persone che sorseggiano un caffè sul balcone durante un luminoso giorno invernale sono cose delle quali ci dovremmo meravigliare. Due mie amiche sono mancate l’anno scorso e un’altra è svanita per ragioni sconosciute; questi eventi sono stati e continuano ad essere un campanello d’allarme per essere più presente e fare uno sforzo per vivere in modo deciso e con intenzioni. Ieri sera mentre stavo guardando un episodio di una serie televisiva con mio marito, mi sono resa conta che mi ero persa la prima parte perché sono stata troppo impegnata a spedire messaggi al cellulare e a riflettere su qualche cosa che dovevo fare. Siamo tornati indietro e mi sono accorta di quanto non avevo visto. Non vale anche per la vita? Così impegnati sfrecciando in giro, non c’è tempo per chiacchierare, non c’è tempo per incontrare le persone, prepariamo ansiosi le valigie per questo e quell’altro, buttiamo giù i pasti per uscire di casa per appuntamenti e cose che sinceramente non vogliamo fare, un ciclo che si ripete senza fine.
Quando guardiamo indietro su tutte queste cose “urgenti” e “essenziali” che hanno combattuto per il nostro tempo, quanto importanti erano davvero? Valeva la pena lasciare amici e famiglie, oppure potevamo evitarlo o organizzarci meglio? Potrebbe essere che le nostre aspettative sempre più alte hanno prevaricato e siamo entrati nella mentalità di essere impegnati essendo ‘impegnati’? La nostra società sembra prosperare sul fatto che ‘impegnati è meglio’ e se non siete elegantemente occupati, non siete abbastanza interessanti o bravi. Come dice Denzel Washington durante un discorso motivazionale ‘solo perché state facendo molto di più, non vuol dire che state realizzando più cose’. Prendiamo l’esempio di Davide e Marco, tutti e due personaggi immaginari. Davide è sempre più preso con il suo lavoro e i suoi incarichi dalla mattina alla sera, sempre più insoddisfatto e stressato, facendo qualcosa, ha raramente tempo per vedere le persone che gli vogliono bene e passa la maggioranza del suo tempo a dire quanto è impegnato; Marco è ugualmente impegnato però mette in primo piano i rapporti e le persone sopra le cose e i progetti, è molto produttivo ma allo stesso tempo riesce a divertirsi e assapora veramente la vita senza diventare troppo preso con questioni insignificanti. Quali dei due ha una vita equilibrata e apprezza davvero quello che possiede?
Chiedetevi perché all’improvviso assistiamo all’aumento nella quantità di progetti e obiettivi; queste sono cose ‘sane’ oppure si sta compensando per persone o aspetti della nostra vita che mancano? Un esercizio interessante è cercare di capire quando si sono iniziati a determinare questi nuovi obiettivi e piani. Nascono da una situazione specifica o un’interazione con gli altri? Se ci rendiamo conto dei nostri motivi, questo è una buona guida per capire se stiamo veramente facendo le cose per migliorare le nostre vite o stiamo cercando di guadagnare l’apprezzamento e l’approvazione degli altri. Stiamo reagendo per gelosia, invidia, avidità o altre emozioni malsane? Questo modo di agire e comportamenti possono farci fermare. Se i progetti si stanno accumulando ma c’è un vuoto da riempire, l’unico modo di cambiare direzione è rimanere calmi, silenziosi per permetterci un momento di tregua per capire cosa sta succedendo dietro le quinte. Una riflessione onesta su cosa abbiamo davvero e su quello che noi stessi vorremmo, può aiutarci a ritrovare la strada e togliere la nostra visione errata di quello che siamo convinti ci serva per essere felici.
Le nuove pagine da scrivere di quest’anno portano la possibilità di godere di quegli obiettivi e sogni che ci hanno spinto ad andare avanti nelle nostre vite. Possiamo fare spazio alla bellezza attorno a noi, la natura, le passeggiate nei boschi o un giro in bicicletta vicino al mare con quelli che amiamo, rannicchiarci con un buon libro nella nostra sedia preferita o qualsiasi cosa che ci fa sorridere. Regalamoci il tempo per rallentare abbastanza, per godere davvero quei respiri profondi, il vento nei nostri capelli e il sole che riscalda i nostri cuori mentre condividiamo uno sguardo con le persone amate, che per adesso, in questo momento, è abbastanza, tutto questo è abbastanza.

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