NELLE ACQUE PROFONDE

 

Immagine di Felicity Zucchi

“Ci vuole sempre qualcuno da odiare per sentirsi giustificati nella propria miseria.”
Umberto Eco




Le acque turbolente che circondano i nostri cuori feriti e impauriti stanno tirando fuori il peggio e il meglio dell’umanità. Ogni barcone che arriva vicino alle nostre coste ci fa rendere conto di un fenomeno tragico ed esplodono in noi sempre più rabbia e rancore. Gli eventi delle ultime settimane mostrano che sia azione, sia immobilità portano a delle conseguenze importanti. Cosa dobbiamo fare per arrivare alla verità? Non ci fidiamo più delle nostre voci, dei nostri pensieri, della nostra capacità di prendere delle decisioni? Come il pianista James Rhodes dice a proposito della musica classica all’inizio di un programma televisivo ‘si deve smettere di chiedere scusa per essere sé stessi’ e vale anche per noi. È importante leggere, ma dobbiamo per forza andare su YouTube e guardare un video per trovare la nostra risposta? Forse è anche questo il problema… Ci sono troppe fonti di informazioni disponibili e non stiamo veramente gestendo i nostri rapporti e le nostre emozioni che, ribollendo sotto la superficie, rischiano di eruttare da un momento all’altro se non monitorate, affrontate e ben curate.

In questo periodo di incertezze, la sicurezza viene dalla capacità di aver fiducia che qualcosa di buono può arrivare da tutta questa corrente che prima o poi nella vita dobbiamo affrontare. Purtroppo, spesso deve compiersi una tragedia per far sì che la gente inizi a rendersi contro di quello che succede attorno a loro e nel mondo. Scrivendo regolarmente degli articoli e trovandomi spesso in contatto con persone che hanno passato o stanno passando dei tempi difficili noto spesso una necessità di essere capiti, di essere valutati, di studiare per cercare di sviluppare i propri talenti al fine di trovare lavoro, per essere riuniti con le loro famiglie e di aiutare gli altri senza chiedere niente in cambio nonostante non abbiano molto.

Il pianista James Rhodes ha deciso di portare alla luce la crudeltà che si nasconde spesso sotto i nostri occhi. È stato abusato per quattro anni, da quando aveva cinque anni, dal suo insegnante di ginnastica, un uomo di cinquant’ anni. Ha subito cose che nessun bambino o persona dovrebbe sopportare. Era vulnerabile, e nella sua vulnerabilità non c’era nessuno ad aiutarlo; anche adesso le cicatrici rimangono, ma ha deciso di alzare la voce e rifiutare di essere forzato a tacere malgrado i tentativi di bloccare la pubblicazione del suo libro ‘Le Variazioni del Dolore’. Ci sono situazioni che ho trovato difficili da gestire. Qualche volta avrei preferito rimanere in silenzio e continuare senza affrontare certe cose, ma dieci anni di bullismo a scuola mi hanno insegnato che scomodo non vuol dire sempre male. Dando una voce a ogni persona nei barconi alla deriva, vuol dire dare una speranza di un futuro migliore sia per le persone che arrivano sia per quelli che sono già arrivati. Solo aiutando quelli che hanno bisogno, non voltando le spalle e instaurando   un dialogo aperto con l’intenzione di ascoltare attentamente, possiamo andare avanti. Da soli, non andremo mai da nessuna parte. 

Al momento va di moda cercare di nascondere e soffocare la bellezza. Gli impiegati di un ufficio vicino a un Conservatorio di musica in Italia hanno deciso di fare causa per “il rumore” degli studenti che suonando impediscono, a loro dire, la concentrazione necessaria al lavoro. Questo Conservatorio è un istituto fondato in quel luogo circa duecento anni fa, in quella strada… Aperitivi, la vita loca, non sono un problema come tante altre cose che stanno succedendo in questo momento, ma “il rumore” di studenti musicisti che lavorano con impegno, professionalità e dedizione verso qualcosa di significativo per le loro vite è evidentemente una minaccia da bloccare. Il bisogno di fermare la bellezza dell’espressione continua con una casa editrice che ha deciso di censurare le parole di un autore già morto che, di conseguenza, non può difendere sé stesso o le sue idee. L’editore Pierdomenico Baccalario parla a sostegno di tutte le arti e la magnificenza di quello che è nascosto sotto la superficie quando dice “i libri sono opere d’arte e vanno mantenuti nella versione originale”

Le acque profonde nascondono una bellezza e un amore che niente può fermare o ostacolare. La domanda che ognuno di noi deve chiedersi è: vogliamo contribuire o cercare di rallentare questa perfetta armonia? Alla fine, dove c’è un obiettivo puro e buono, non ho dubbi che riuscirà. È inutile negare una melodia a più voci che cresce perché alla fine, la resistenza e la determinazione di queste persone faranno emergere i loro sogni. Qualcuno riuscirà a realizzare quei sogni sommersi nelle acque scure e piene di una gioia e forza che non ha fine. Aiutare non vuol dire rinunciare, ma creare altre opportunità e mai spegnere la vita perché abbiamo paura. 

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