GOCCE DI TE, UMANITÀ



che siamo per lo più acqua
fino a che la pioggia cade
e ogni atomo
del nostro corpo
inizia il ritorno a casa.”
– Albert Huffstickler

Sono un essere umano; ogni esperienza, ogni emozione è una goccia della mia esistenza. Un fiume ha bisogno di ogni goccia di pioggia e ce ne rendiamo conto quando c’è una mancanza, una stagione di siccità. Ognuno di noi è importante per l’umanità. Non sono solo belle parole, è proprio così, infatti nella nostra interiorità, c’è qualcosa che nessuno altro può offrire esattamente allo stesso modo. Come una composizione musicale, nessuna delle interpretazioni sarà identica; come il modo con il quale rispondere a un problema, come noi viviamo un’esperienza o la vita. È per questo che ci vuole ogni goccia che abbiamo da offrire, senza sprecare i nostri doni. Difendiamo e promuoviamo tutto quello che abbiamo in mano per proteggere il futuro di tutti noi.

Quando ho chiesto a varie persone, e mio marito ha chiesto a qualche allievo, le loro opinioni sul preludio numero 15 op 28 di Chopin a cui successivamente è stato dato il titolo “La Goccia d’Acqua”, le risposte erano varie: una composizione con un filo di tristezza e malinconia, una gioia che non potrebbe essere realizzata, un aiuto per riflettere sulle cose ecc. Nessuna delle idee è sbagliata, ma rispecchiano diversi punti di vista. La storia racconta che mentre Chopin soggiornava a Majorca, nel bel mezzo di un temporale, iniziò ad angosciarsi in quanto la sua compagna George Sand tardava a rientrare da una passeggiata. In questo stato emotivo ha scritto questo preludio. Mentre lo stavo suonando al pianoforte e mio marito stava facendo la registrazione, entrambi abbiamo continuato a trovare nuovi aspetti e idee, vedendolo da prospettive diverse che insieme hanno contributo a un’esecuzione più significativa. 

Nella musica trovo equilibrio, e più che ricercare una tecnica perfetta, sto cercando di suonare con il cuore, di provare ad essere una voce autentica per il compositore. Non si può fare questo veramente senza sapere più sul compositore stesso, le sue gocce e ascoltare altre esecuzioni e compositori, con un’analisi completa del pezzo e uno studio costante. Ringrazio mia madre per avermi fatto conoscere la musica, che non mancava mai nella nostra casa. Le sue gocce, la capacità di suonare il pianoforte, la sua devozione allo studio e umiltà verso il suo strumento, mi hanno insegnato la chiave per condividere il potere delle emozioni che la musica diffonde.  

Per me suonare nella comunità mi offre tanta soddisfazione e mi aiuta a coltivare la formazione che ho iniziato quando avevo sei anni. Con un amico chitarrista, ho suonato e cantato in una residenza per anziani, abbiamo collaborato con il coro della nostra chiesa per la radio dell’ospedale, ho aiutato ad accompagnare altri musicisti ecc. e ho passato tempo ad insegnare il pianoforte a conoscenti e amici. Quando mio marito ha fatto masterclasses ho avuto il piacere di cogliere l’occasione e suonare durante il concerto finale. Non siamo limitati a quello che possiamo fare, se non limitiamo noi stessi. Ricordiamoci che per iniziare un progetto non dobbiamo essere perfetti, ma ci vuole la volontà di provare e l’umiltà di sapere che non si finisce mai di imparare.

In un periodo dove le cose si stanno veramente surriscaldando, non solo letteralmente dal punto di vista del clima, ma anche con crolli nervosi, la consapevolezza della nostra parte per il bene dell’umanità è la chiave per un cambiamento verso un giusto e sincero equilibrio. Tanti conoscenti e amici stanno lavorando senza sosta con mancanza di aiuto, empatia e con un’insensibilità preoccupante nel riconoscere il valore di ogni loro goccia da parte di quelli che li circondano. Come dice Arianna Huffington nel suo libro “Thrive”, dopo un esaurimento nervoso, ci sono quattro pilastri o diciamo gocce, per definire il vero successo: il benessere, la saggezza, lo stupore e la generosità, che sono spesso ignorati nella competizione della nostra società per “la buona vita”.  

Barenboim nel suo libro ‘Tutto è Connesso’ sottolinea l’importanza del fatto di non imporre la nostra visione oppure il nostro modo di vedere le cose a tutti i costi; la musica richiede un punto di vista non prettamente soggettivo, ma piuttosto basato sul rispetto per la partitura: questo concetto può essere esteso a tutti i nostri progetti e obiettivi.  Per riuscire a prenderci cura del nostro pianeta e rispettare il prossimo, dobbiamo essere consapevoli. Con questo articolo, non avevo l’intenzione di analizzare il preludio numero 15 di Chopin, ma piuttosto volevo invitare ad ascoltare la mia registrazione, decidere voi stessi cosa significano queste gocce e come potete valorizzare le vostre per un futuro migliore insieme.


Comments

Popular posts from this blog

HOW TO HIT THE JOB RUN HEAD ON

THE TIME GAME

THE BLIND TRUTH