PERMESSO DI VOLARE

Immagine di Romeo Zucchi




“Lo scopo dell’arte non è di rappresentare l’aspetto esteriore delle cose, ma il loro significato interiore.” -Aristotele


“Un altro selfie qua tutti insieme e poi possiamo andare a vedere gli Uffizi, no… non cosi…vengo male…scattane un altro per sicurezza... ci vuole meno luce… gira il telefono, ecco cosi… per la mia storia…” Uno sciame di folla attorno alla cultura. Siamo andati per ammirare con calma e con l’obiettivo di andare oltre, per crescere e assorbire qualcosa di quello che abbiamo condiviso, oppure seguiamo la moda di andare ed apparire? Leggendo il libro di Paolo Crepet ‘Prendetevi la luna’ e guardando alcuni suoi video, l’autore ci sfida a mettere in discussione i social media, con il prossimo e con noi stessi, per non essere soddisfatti, nell’indifferenza di una società anestetizzata rispetto alla cultura, alle emozioni e con una reazione passiva al nostro futuro.

Un giorno stavo registrando un pezzo di Chopin per pianoforte. Mio marito è salito su una scala per trovare l’inquadratura giusta e riuscire a lavorare con concentrazione: da un’idea partono sempre stimoli per creare la giusta motivazione, cercando di fare il meglio possibile, con pazienza e impegno. Ricordo sempre quello che Albert Einstein diceva “La creatività è intelligenza che si diverte”, l’ideale che si aspira a raggiungere. Come mio marito, da musicista, mi ricorda, ci sarà sempre una critica totale al proprio lavoro appena compiuto, ma poi, con riflessione, il giorno dopo si vedrà tutto in un altro modo. Meglio avere un punto di partenza da utilizzare, sul quale lavorare come confronto per andare avanti. Anche la memoria non è sempre facile da conquistare, ci vuole una buona preparazione, aver suonato e studiato intensamente il pezzo prima di memorizzarlo, considerando veramente quanto è pronto, nonostante quello che si crede di sapere.

Quando siete nel mezzo di una sfida, avete mai provato la solitudine che insorge rispetto alla grandezza dell’incarico che avete davanti? Le ore di studio, di preparazione, di prova, non sempre danno risultati immediati. Su Tiktok, Instagram e altri Social la campagna pubblicitaria, il nostro “brand”, diventa quasi un’ossessione, come imitare con successo gli altri influencer ecc. e precisamente su questo Paolo Crepet attira l’attenzione nel suo libro. Si utilizzano algoritmi per scegliere candidati per un posto di lavoro, per analizzare il mercato e diventano ancora più importanti con la musica, rispetto alle nostre scelte, ricerche online ecc. Noi rimaniamo intrappolati in un gioco nel quale forse non ci siamo resi conto di esser entrati. Gli algoritmi possono aiutare a facilitare il lavoro e fornire dati utili, ma non sono un sostituto per il talento, la preparazione o la cultura. Come conclude l’autore, “L’autorevolezza magistrale non è un software.”

Una composizione artistica unica o la musica di grandi compositori come Chopin o Mozart può essere ricreata, ma sarà impossibile sorpassarla, cercando di imitarla senza niente di originale, solo con delle idee riciclate. C’è purtroppo un’accettazione di mediocrità al momento. Vogliamo tutti essere bravi e in gamba, ma pochi di noi sono disposti a fare di più per arrivare. È piacevole fare le belle cose, ma troppo sforzo, sconforto e un cambio troppo drastico del tran tran, risultando essere già troppo sconcertanti. Tempo fa è venuto l’idraulico a casa nostra per risolvere un malfunzionamento in bagno. La conseguenza è stata un cambio di pressione nell’acqua. Nelle nostre vite, la questione del futuro e il nostro progresso possono diventare come quest’acqua che non scorre. 

Controllo, paura e rabbia sono delle parole che continuano a farsi sentire, ancora di più dopo la pandemia. Sono concetti che disturbano la crescita e lo sviluppo alle fondamenta. C’è stata un’urgenza di azione dopo la pandemia, tagliando ferocemente i legami con il passato, le questioni di sconforto, come se adesso tutto fosse nuovo, improvvisamente meglio. La direzione era chiara: più attivi, più dinamici, più selfie, più e ancora di più…più felici, più insieme, più interessanti, più arroganti, più intolleranti, più indifferenti, più arrabbiati senza mezzo di sfogo… Per separarci dalla tensione causata dall’insoddisfazione e repressione che ribolle sotto la superficie, dobbiamo creare una strada di espressione che non cerchi di sopprimere, ma di mettere in luce queste emozioni e la nostra esistenza, per unirci con la passione per vivere. Sappiamo tutti che prima o poi una pentola a pressione lasciata accesa andrà in rovina.

La tua strada è unica, non c’è bisogno di scegliere il sentiero di un altro. Forse la tua sarà più sconnessa e ripida in certi punti, ma questa è la tua, ed è adatta a te, è la tua terra, il tuo mondo. Non rimanete con lo sguardo da un’altra parte, concentratevi e se doveste perdere l’orientamento un attimo, ritrovate la vostra direzione con la bussola interiore della vostra imbarcazione. Il vostro momento è adesso per costruire le fondamenta che servono a questo futuro per reggere le tempeste della vita, e può servire anche come luce per aiutare a guidare gli altri verso il loro futuro, la loro vocazione. Cosa sono i vostri sogni, le vostre passioni? Non c’è da vergognarvi oppure considerare queste domande fuori luogo. Sono questioni che si affrontano non solo quando si è giovani. Un sogno non ha una data di scadenza, basta non sedersi su esso e non reagire. Ci sono altri disposti a portare questo sogno alla luce, non perdete il vostro tempo e il momento per esprimervi, le vostre opportunità di fare del bene a voi stessi e gli altri, la vostra eredità. 

Potete lavorare nella vostra comunità, viaggiare il mondo per esprimere la vostra vocazione. Non c’è limite, ma serve una risposta alle domande fondamentali. Paolo Crepet esprime fortemente la sua credenza che non siamo semplicemente un “copia e incolla”. Per essere autentici e seguire la nostra passione, la nostra vocazione, la nostra strada, non possiamo essere trasportati dalle onde di consigli e pretese degli altri. Si, è costoso prendersi la responsabilità di essere liberi, ma anche essere sotto l’influenza degli altri ha un prezzo. Non possiamo soddisfare tutti e tutte le opinioni, perché non troviamo un pubblico aperto a quello che abbiamo da dire e a chi siamo davvero, disposto ad ascoltare la nostra anima e ad accogliere le nostre possibilità.

“Non aspirate a guadagnarvi da vivere, aspirate a fare la differenza”. 
Denzel Washington








 

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