LO SGUARDO VERSO IL DOMANI
“Qualunque sia la tua altra sponda,
qualunque cosa tu debba fare,
qualunque cosa ti ispiri
Troverai il modo per arrivare.”
- Diana Nyad
Oltre l’Oceano
Tutte le preparazioni per le festività sono in pieno svolgimento, i cappelletti sono fatti e la ricerca di regali è in corso, l’albero è fatto, gli addobbi stanno brillando nelle luci lampeggianti che si riflettono attorno sui muri. Una decorazione cattura il riflesso della televisione, le immagini di fuoco e distruzione delle guerre furenti e scene di disperazione, un aumento di episodi di violenza con perdite tremende. In questo tempo dell’anno con il turbinio di attività, vi chiedete di prendere un attimo, di andare oltre e unire il vostro sguardo con quelli che hanno bisogno di voi. L’immagine che ho scelto per questo articolo segna una pausa, un momento di stupore nel confronto con l’arte e con la vita. Chi oppure cosa merita il vostro stupore, la vostra forza, la passione e il vostro tempo per un futuro significativo? Come potete contribuire pienamente senza rinunciare ai vostri sogni?
C’è già buio fuori e sto scendendo da una strada scura con un campo nell’oscurità alla mia sinistra e a destra ci sono delle abitazioni che sfoggiano intricati strati di luce e varie decorazioni; all’interno le finestre illuminate rivelano famiglie e persone che vivono la loro quotidianità. Davanti, una fila di lampioni getta una luce fioca sul sentiero di fronte a me. Quando arrivo sulla strada principale, una nebbia angosciosa mi accoglie mentre cammino parallelamente a un muro di recinzione di una villetta. Mi sembra di esser tornata indietro nel tempo e per un attimo sento un senso di solitudine inondarmi. Mi viene da chiedermi: cos’è l’attimo di solitudine che si prova a proposito di qualsiasi sfida, situazione oppure verso il proprio futuro?
Questo momento dell’anno, per alcuni, può essere il più bello con innumerevoli possibilità da cogliere, mentre per altri può essere piuttosto difficile: perdite, malattia, solitudine e rimpianti sono prove che lasciano una sensazione di inutilità e la frenesia degli altri aggiunge una sensazione intensificata di impotenza e incapacità. Tutti noi abbiamo il diritto di godere delle belle cose e di belle esperienze, ma forse quest’anno diamo una preponderanza alla superficialità, all’apparenza e a tanto rumore senza sostanza. Spesso con i propositi per il nuovo anno cerchiamo di smettere di fare qualcosa e sentiamo anche il dovere di aggiungere cose; se questa volta cercassimo di trovare un equilibrio? Se provassimo a rivalutare più quello che già abbiamo e iniziare da un sentimento di amore per noi stessi e per quelli attorno a noi, per quello che siamo, senza più e senza meno?
Nel film ‘Invictus’, la storia del presidente sudafricano Nelson Mandela che, grazie anche alla squadra nazionale sudafricana di rugby, affronta l’incarico pesante di cambiare un paese con grossi problemi di violenza, di disoccupazione, discriminazione e divisione, traghettandolo verso una società unita che combatte insieme per una vita migliore. Il presidente Mandela inizia a dare attenzione a tutti, imparando i nomi di tutti i collaboratori, delle persone attorno a lui e dimostrando interesse sincero per le loro vite e per il loro futuro. In questo modo diventano persone che creano rapporti duraturi per il domani, creando progetti a lungo termine, “Roma non fu fatta in un giorno.” In tanti hanno dubitato delle capacità della nazionale sudafricana di rugby, ma quando Mandela iniziò a credere in loro le cose cambiarono. Da destinati perdenti agli occhi della loro stessa nazione e il mondo, la squadra conquistò la Coppa del Mondo contro gli All Blacks nel 1995.
Le parole sono molto potenti, hanno la forza di incoraggiare o di sminuire, anche noi stessi. Per motivare noi stessi o una squadra, ci dobbiamo rendere conto del potere delle nostre dichiarazioni, le nostre paure e delle nostre affermazioni. La frase “Morte e vita sono in potere della lingua” (Pr 18:21) nella Bibbia fa riflettere. Perché il progetto è fermo? Perché il sogno non va avanti? Perché c’è un problema nella società e nelle famiglie con l’interazione e la comunicazione? L’immagine vale troppo e c’è una paura di essere scoperti come deboli e messi a nudo. Non siamo disposti a rischiare nei rapporti più significativi o rispondere alle domande un po’ pertinenti; “va di moda” evitare questo tipo di contatto a tutti costi. Se vogliamo veramente riuscire nei nostri progetti e nei nostri rapporti è importante arrivare ad accettare noi stessi, le nostre debolezze, cosa ci distingue dagli altri, i nostri talenti e quelli delle persone vicino a noi.
Se sentite la pressione dei buoni propositi di un nuovo anno oppure di non aver fatto abbastanza, non è troppo tardi. Non autoflagellatevi, ma cercate di godere questo periodo di festività e vedere il nuovo anno come un passo che vi porta ancora più vicino ai vostri obiettivi. Siete abbastanza e avete fatto tanta strada. Uno sguardo indietro non è per giudicare o criticare, ma per vedere cosa siete riusciti a realizzare e di cosa siete capaci. Si, possiamo essere sempre migliori e questo è tutta una parte del viaggio che dura per la vita. Un percorso di bellissime proporzioni.
La sfida dovrebbe motivarci al di là della semplice ricompensa. Certo, ci vogliono i mezzi per vivere, ma questo ci porta solo a un punto, serve poi l’energia e la motivazione di andare oltre, con un obiettivo che coinvolge il nostro futuro. Se scriviamo possiamo aspirare a dare il meglio di noi stessi ai nostri lettori attuali, offrendo la nostra conoscenza a un pubblico più ampio; se lavoriamo come volontari per qualche ora, ci si può sempre impegnare a fare il massimo durante quel momento e sviluppare ulteriormente le proprie capacità e il nostro ascolto attivo per svolgere al meglio il nostro dovere. Se siamo soli nei nostri sforzi, i libri e la ricerca ci aprono le porte ed esistono tante comunità ed eventi gratuiti per iniziare oppure per approfondire.
Da queste feste e in futuro cerchiamo di catturare il nostro autentico modo di vivere, rispettando le nostre credenze e cercando ogni giorno di continuare con i nostri piani, senza dare troppa importanza a come ci vedono gli altri, oppure se i nostri progetti possono dare piacere a tutti. Vi auguro tanta serenità, felicità e pienezza per questa stagione delle vostre vite e vi lascio con la domanda di Mary Oliver che Diana Nyad cita nel suo libro ‘Oltre l’Oceano’:
“Dimmi, che cosa pensi di fare della tua vita selvaggia e preziosa?”

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